venerdì, giugno 13, 2008

La mia Italia di adesso

La mia Italia, vista dall'estero, mette veramente tristezza, non è quella che mi piace, che sogno, che amo e di cui sento la mancanza.

La mia Italia è tollerante, aperta, amichevole, non mi sento rappresentato da chi è razzista, fascista o da chi brucia le baracche dei ROM.
La mia Italia ha energia, il sole, il vento, il mare, la sa valutare e la sa rispettare, non mi sento rappresentato da chi parla di petrolio e nucleare.
La mia Italia è quella di addio pizzo, non mi sento rappresentato da chi dice che i mafiosi sono degli eroi.
La mia Italia è quella che rispetta e tutela la Natura, non mi sento rappresentato da chi la distrugge o la deturpa.
La mia Italia è quella della gente che lavora per mantenere le proprie famiglie, non mi sento rappresentato da chi li lascia morire nei posti di lavoro.
La mia Italia è quella dei giovani che escono di casa e affrontano la vita, con coraggio e con onestà, non mi sento rappresentato da chi si arrende e sta a casa con la mamma perchè ha paura di affrontare la vita.
La mia Italia è quella che festeggia la vittoria ai mondiali, senza colori, senza distinzioni e che abbraccia il primo che capita, non mi sento rappresentato dai teppisti che uccidono poliziotti o che accoltellano altri giovani perchè "di un'altra squadra".
La mia Italia è quella di chi i magistrati che lottano li rimpiange e li stima, non mi sento rappresentato da chi vuole processarli per non farli lavorare.
La mia Italia è quella del politico onesto che lavora in quanto incaricato dai cittadini a eseguire dei compiti precisi, non mi sento rappresentato dai politici, PUNTO.
La mia Italia è quella che mette i delinquenti in galera e lascia lavorare i magistrati e la polizia, non mi sento rappresentato da chi vuole il contrario.
La mia Italia è quella del poliziotto che protegge il cittadino, non mi sento rappresentato da chi manganella, ragazzi, donne e anziani o, peggio, gli spara in fronte, perchè gli è stato ordinato dai politici.
La mia Italia è quella che produce meno rifiuti possibili e che fa la raccolta differenziata, non mi sento rappresentato da chi manda l'esercito per manganellare chi protesta per tutelare la propria terra.
La mia Italia è quella che vota una persona perchè è corretta e sa cos'è l'etica, non mi sento rappresentato da chi vota pregiudicati e prescritti.
La mia Italia è quella delle spiagge pulite, non mi sento rappresentato da chi li riempie di ombrelloni, sdraio, ecomostri o da chi vuole vendere le spiagge.
La mia Italia è quella del mare pulito, non mi sento rappresentato dai petrolchimici o dalle reti a strascico.
La mia Italia è quella che mette i delinquenti in galera, non mi sento rappresentato da chi li vuole fuori o, addirittura, al governo.
La mia Italia è quella dei giovani che vogliono un lavoro sicuro per costruirsi una casa e una famiglia, non mi sento rappresentato da chi vuole la Legge Biagi.
La mia Italia è quella delle persone tolleranti, di coloro che non guardano il colore della pelle o la religione, di coloro che davanti a loro vedono solo una persona e non un "extracomunitario", non mi sento rappresentato dalla Lega Nord.
La mia Italia è quella del ragazzo che va in discoteca e sa che, se deve guidare, non deve nè bere nè drogarsi, non mi sento rappresentato dai deficienti che vanno a 180.
La mia Italia è quella di coloro che vanno in bicicletta o a piedi, perchè è bello, fa bene e non inquina, non mi sento rappresentato da chi ha il SUV o va con le moto sulle piste ciclabili o non si ferma prima delle strisce.
La mia Italia è quella che vorrebbe i soldati ad assalire le case dei mafiosi, non mi sento rappresentato da chi assale quelle degli afgani o degli iracheni.
La mia Italia è quella che mette in galera gli spacciatori internazionali di droga, non mi sento rappresentato da chi vuole un ragazzo in carcere solo per aver fumato una canna.
La mia Italia è quella della persona che sa dire "non si deve fare perchè non è giusto", non mi sento rappresentato da chi dice "fate ciò che volete, ma non a casa mia".
La mia Italia è quella della Gabanelli, non mi sento rappresentato dalle Veline.
La mia Italia è quella della gente che la vuole unita, non mi sento rappresentato da chi vuole la secessione.
La mia Italia è quella che s'informa su internet e sa valutare una notizia, non mi sento rappresentato dalla TV o dai giornali che percepiscono soldi pubblici.
La mia Italia è quella di chi sa indignarsi, ridere, piangere, aiutare, soffrire, non mi sento rappresentato dagli egoisti.
La mia Italia è quella degli stranieri che rispettano la nostra cultura e le nostre tradizioni, non mi sento rappresentato dagli stranieri che delinquono.
La mia Italia è quella del geologo che fa il suo mestiere, non mi sento rappresentato dall'ingegnere che vuole fare tutto, incluso il geologo.
La mia Italia è quella della pizza, della pasta, del parmigiano, del Nero D'Avola, del latte sfuso, non mi sento rappresentato da chi vuole gli OGM o i biocarburanti.
La mia Italia è quella dell'imprenditore serio, che paga le tasse, che produce, non mi sento rappresentati dai costruttori di scatole cinesi.
La mia Italia è quella che dice "NO alla guerra", non mi sento rappresentato da chi strappa le bandiere della pace.
La mia Italia è quella di Enzo Baldoni, non mi sento rappresentato dagli addetti stampa.
La mia Italia è quella del maghrebino che lavora, non mi sento rappresentato dagli americani che tengono le bombe atomiche in territorio italiano.
La mia Italia è quella dei confini aperti, non mi sento rappresentato da chi vuole ridiscutere Schengen.
La mia Italia è quella che vede Giovanni Falcone come un esempio da seguire, non mi sento rappresentato da chi vede un calciatore o un politico miliardario come esempio da seguire.
La mia Italia è bella, solare, pulita, non mi sento rappresentato dai furbetti del quartiere.
La mia Italia è quella che ristruttura una casa e restituisce alla natura, non mi sento rappresentato da chi toglie spazio alla natura.
La mia Italia è quella del bambino che gioca con altri bambini per strada, non mi sento rappresentato da chi li piazza davanti ai videogames per tenerli occupati.
La mia Italia è quella che vede nei bambini il futuro, non mi sento rappresentato dai pedofili.
La mia Italia è quella di Padre Pino Puglisi, non mi sento rappresentato dal Vaticano.
La mia Italia è quella dell'omosessuale che vuole una vita e i diritti che gli spettano, non mi sento rappresentato dai bigotti.

Amo la mia Italia, ma l'Italia non mi piace più.

domenica, novembre 18, 2007

La mia Italia del 2057

Facendo un'analisi della situazione attuale, vorrei provare a immaginare come sarà l'Italia fra 50 anni.
L'analisi è sicuramente pessimistica, visto non tanto gli attuali andamenti, quanto la volontà di cambiare le cose.
  • L'aria sarà sempre più irrespirabile, come adesso si sono impossessati dell'acqua e delle spiagge, privatizzeranno anche l'aria, si creeranno aziende che venderanno l'aria in bottiglia.
  • Le case saranno sempre più piccole e costose: se ora costano sui 3000 €/mq, costeranno sui 10.000, saranno microscopiche, senza nè balconi nè finestre (tanto affacciandosi si vedranno solo parcheggi) e se ora occorre comprarle a 20 km dal posto di lavoro, si compreranno sempre più lontane, la gente dovrà svegliarsi in piena notte per andare a lavorare.
  • I bambini? Una volta giocavano per strada, adesso sono barricati in casa davanti le play station a causa dell'invivibilità delle città (parcheggi al posto dei parchi per intenderci), fra 50 anni non avranno rapporti sociali con altri bambini, saranno più deboli, soggetti alle malattie e portarli a scuola sarà sempre più costoso, in quanto il "diritto allo studio" si paga.
  • Ecco, la scuola: il livello sarà sempre più basso, si insegnerà a programmare un cellulare o chissà quale altra diavoleria tecnica, si creeranno dei tecnici che sapranno fare solo una cosa, senza le capacità di fare altro.
  • I giovani? I bamboccioni del 2057 usciranno da casa direttamente per andare all'ospizio, faranno gli stagisti e prenderanno giorni di ferie solo per farsi controllare la prostata.
  • Le pensioni....quali pensioni? La gente dovrà lavorare fino a 80 anni, perchè "l'aspettativa di vita aumenta". Le pensioni saranno solo dei "privilegi" di pochi, bisogna lavorare finchè si campa.
  • Il lavoro? Torneranno quelli che in Sicilia si chiamavano "jurnatari", cioè si tornerà nelle piazze ad aspettare qualcuno che li carica per lavorare dalla mattina alla sera, però avranno un regolare contratto, "a giornata" appunto. Il contratto a progetto diventerà quasi ambito.
  • Rapporti sociali fra le persone? Non più. sarà una perdita di tempo.
  • Trasporti? Sarà facilissimo andare in Australia o in Argentina, per fare cosa, arrivati lì, proprio non lo so.
  • Foreste, laghi, spiagge, montagne? Niente, troveremo grandi hotel, strutture varie, il concetto di pubblico sarà una chimera, tutto privatizzato, TUTTO sarà DI QUALCUNO, non certo il popolo.
  • Le partite di calcio? Una volta c'erano i gladiatori che lottavano con i leoni, fra 50 anni i leoni saranno direttamente sugli spalti.
  • I ricchi? Ci saranno, magari il più ricco potrà anche diventare presidente del consiglio (magari però fra 50 anni mi chiederò "forse questo film l'ho già visto).
  • I politici: se ora siamo governati da vecchi ultrasettantenni, fra 50 anni saremo governati da centenari. I politici di ora non ascoltano il popolo perchè presi dai propri interessi, fra 50 anni non lo faranno in quanto il loro apparato uditivo sarà decomposto.
  • I poveri? Terroristi, ogni minima protesta sarà contro democrazia.
  • L'etica? Questa parola verrà rimossa dai dizionari, sarà contro la democrazia.
Tutto questo lo immagino fra 50 anni, quando sarò un povero vecchietto senza pensione, triturata dal precariato e dagli stipendi miseri.....forse siamo ancora in tempo per cambiare qualcosa?

giovedì, ottobre 11, 2007

Basta auto

Se lor signori non sono troppo impegnati a spendere il loro tempo (pagato con le nostre tasse) a dire che il governo è forte o che la sinistra è divisa, avrei qualcosa da dire.
Un piccolo angelo di 3 anni è morto a causa di due pirati della strada, vogliamo porci un problema oppure no?
Avete creato un mondo non più a misura d'uomo, ma a misura di macchine e di petrolieri, avete ghettizzato gli spazi per bambini, i posti dove si può passeggiare, ormai le città sono un via vai di macchine, ma non di persone.
Ai miei tempi si giocava a pallone per strada, si andava in bicicletta per divertimento, ci si divertiva con poco, c'erano ancora spazi.
Adesso i bambini non hanno più dove andare, i genitori sono preoccupatissimi nel far mettere loro il naso fuori, quando spesso sono loro stessi le concause di tanto disagio dato che sono le oneste famigliole spesso in giro con immensi SUV.
Io stesso, da piccolo, giocavo in uno spazio dove adesso sorge un residence, quando ho visto, anni fa, metterci delle fondazioni, la cosa mi ha intristito molto.
Ora, signori politici, sindaci di tutto il mondo, riportate le città a misura d'uomo e non di macchina, è opportuno fare dei decreti legge, qualcosa che abbia un effetto immediato:
  • Per ogni metro di strada asfaltata ci deve essere, almeno nelle città pianeggianti, un metro di pista ciclabile, se ciò vuol dire eliminare parcheggi, ELIMINATE I PARCHEGGI, cominciate a ghettizzare gli automobilisti, sono loro che inquinano, creano danni, rumori e mettono sotto la gente
  • Tutte le piste ciclabili, per legge, devono essere rese IMPENETRABILI tramite paletti all'ingresso che consentano alle bici di entrare ma NON alle moto e alle macchine. Nella mia città, ho un esempio in cui una pista ciclabile viene continuamente percorsa da moto, così come successo a Bormio, e in cui i vigili NON FANNO NIENTE!!!!!
  • Tutte le piste ciclabili, per legge, devono essere separate da marciapiedi o da cordoli, in modo da separarli nettamente col traffico automobilistico, non ha senso fare una riga gialla per terra e spacciarla per pista ciclabile.
  • Deve essere stabilito, per legge, un numero di km2 minimo di isola pedonale per ogni città, creando delle apposite fasce in base alle dimensioni del centro abitato e in cui venga stabilita la percentuale di territorio in cui deve esserci un DIVIETO DI ACCESSO ASSOLUTO con mezzi inquinanti.
  • Consentire alle persone di collaborare con le forze dell'ordine: i vigili urbani di ogni comune devono poter avere uno spazio messo a disposizione di tutti dove chiunque può inviare video o foto di trasgressori che potranno, così, essere multati. I vigili non sono mai abbastanza, sarebbe un segno di civiltà se i cittadini collaborassero.
  • Per legge, le auto e le moto devono essere forniti di limitatori di velocità, che potranno inserire nei centri abitati per non superare il 50 km/h e così via, fino a un massimo di 130 km/h, limite in autostrada, che nessuna macchina deve ESSERE IN GRADO di superare.
Chi accoglierà le richieste di un piccolo blogger? Deve per caso morire qualcuno importante? Fate qualcosa e cominciate a salvare delle vite!

Foto tratta da Critical mass

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venerdì, settembre 28, 2007

Arancia mediatica

Dopo 36 anni, in Italia, ci sarà la prima visione di Arancia Meccanica, wow!!!
Ebbene si, finalmente gli italiani potranno vedere le gesta di Alex-boy e dei Drugi col sottofondo delle note del Ludovico Van....voglio fare i complimenti alle TV italiane per il tempismo col quale hanno trasmesso uno dei più grandi capolavori del cinema, bravi!
La scusa è, al solito, che è un film violento e diseducativo...lungi da me commentare questa frase, la mia passione per le opere di Stanley Kubrik mi renderebbero troppo di parte.
Vorrei però chiedere se:
  • Rocky
  • Rambo
  • Cobra
  • Conan
  • Commando
  • Atto di Forza
  • Programmato per uccidere
  • Nati per uccidere
  • Il vendicatore
  • The punisher
e tanti altri siano meno violenti di Arancia meccanica, ricordando che, tutti questi sono più recenti e sono già stati trasmessi in prima serata, anche con più repliche, in diverse TV italiane, pubbliche e private.
Mi chiedo: s'intende per violenza quando si fa del male a qualcuno, eccezion fatta per gli americani e la loro democrazia al Napalm? Oppure si preferisce trasmettere i film di Natale tanto per rendere il livello medio culturale in Italia talmente basso da portare poi questa gente lobotomizzata a votare certi "meri proprietari"?
Se qualcuno volesse vedere Arancia Meccanica, ha tutta la mia approvazione, il film è un cult e rappresenta la sconfitta delle istituzioni, di come i politici vogliano manipolare la mente della gente (cosa che in Italia avviene sistematicamente) ma che, alla fine, si rivela una cosa che gli si ritorce contro.
E comunque girano i DVD e i VHS....da circa 36 anni.
I'm singing in the rain....


PS il Greenhouse Effect c'è sempre, preso da altri progetti ma sempre presente e s'impone quando meno ve lo aspettate

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sabato, giugno 23, 2007

Siamo come i cinesi

Mi chiedo come mai le aziende italiane perseverino nel muoversi verso l'estremo oriente!
Cosa c'è di diverso? Inutile negare che non vanno lì con l'intento di trovare un potenziale intellettuale e manuale che in Italia non si ha, ma solo per trovare personale a basso costo, privo di diritti e di tutele.
Personale a basso costo? Privo di diritti e tutele? Ma ci sono già, li abbiamo a casa nostra, sono i lavoratori dei giorni nostri, i cocopro, cococo, i soci-lavoratori delle coop, gli apprendisti.
Il personale di un qualsiasi call center potrebbe portare l'Italia ai vertici della ricerca scientifica, dell'economia, dello sviluppo in tutto il mondo, invece i finti imprenditori del nostro paese, a braccetto con i governanti (mi riferisco sia ai buffoni nani televisivi che ai faccioni in bici, con portaborse a seguito), invece sono ridotti a rispondere al telefono o a rompere le scatole nelle case per servizi che non comprerebbe neanche un pazzo.
Sono i nuovi poveri, sono potenzialmente le stesse persone che protestavano negli anni '60 davanti alla FIAT alla Miralfiori, ma con una differenza sostanziale: sono annichiliti, dalle TV con finti giornalisti che parlano di una ripresa economica perenne ma che non si ripercuote che nelle tasche di pochi, sono i politici che si ammazzano a parole a destra e manca, per poi trovarsi tutti d'accordo quando c'è da aumentare i loro lauti stipendi o a fare un favore agli amici degli amici.
I cocopro di oggi sono scoraggiati, perchè, gira e rigira, da Nord a Sud, la solfa è sempre la stessa: imprenditori schiavisti pronti a minacciarti che, se non gli sta bene quella situazione, può anche andarsene e che tanto un pretesto per cacciarlo via lo trova sempre.
E i sindacati? Agguerriti a parole, i fatti sono milioni di precari a cui le banche ridono in faccia quando si va a chiedere un prestito.
Allora, che ci si va a fare in Cina? Da quando c'è la seconda repubblica, da quando ci sono questi "nuovi politici" tutti TV, sorrisi e lifting, il mondo del lavoro è stato devastato, massacrato, annichilito, hanno reso giovani potenzialmente validissimi dei poveri impossibilitati ad esprimersi.
Inoltre, in Italia pare siano solo gli imprenditori pronti a lamentarsi, loro che vengono spacciati per la "colonna portante" dell'economia italiana, mentre i precari passano per qualunquisti, se non terroristi.
Mi chiedo, infine, che ci fa l'Italia fra i G8? Davvero volete farci credere che siamo una delle più grandi superpotenze al mondo? Un paese dove la libertà di informazione è al livello del Mali o della Macedonia? Piuttosto dovrebbe passare fra i paesi "in via di sottosviluppo".
Lavoratori di tutto lo stivale, UNITEVI!!!

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domenica, maggio 20, 2007

Signori bambini


Come sarebbe il mondo se fosse governato da bambini? Secondo me sarebbe migliore.
Proviamo a vedere il mondo dal lato di un bambino, facciamo lo stesso che ha fatto Pennac quando ha scritto l'ononimo libro, proviamo a vedere, come presidente del consiglio, un bambino piuttosto che i soliti vecchiacci.
Un bambino presidente non manderebbe i soldati in Iraq e in Afghanistan, perchè la guerra gli fa paura, sono i grandi che gli regalano i soldatini, le pistole giocattolo e gli fanno vedere i film americani.
Un bambino presidente abbatterebbe la speculazione edilizia in un attimo, perchè vuole che ci siano spazi per giocare.
Un bambino presidente approverebbe i Dico, perchè preferisce essere circordato da persone che gli vogliono bene anche se non sposate, piuttosto che da vecchi pseudo-cattolici o da potenziali assassini.
Un bambino presidente sconfiggerebbe la mafia, perchè i mafiosi sono cattivi.
Un bambino presidente sconfiggerebbe il razzismo, perchè quando incontra un altro bambino, che sia bianco, nero, asiatico, ispanico, lui vede un bambino e basta.
Un bambino presidente risolverebbe tutti i problemi ambientali, perchè a lui piace respirare l'aria pulita e non lo smog causato dai grandi.
Un bambino presidente renderebbe le città vivibili, perchè vuole giocare per strada con gli altri bambini e non rimanere blindato a casa solo perchè le città ormai sono alla mercè degli imbecilli con i SUV.
Un bambino presidente renderebbe le città belle, colorate, con la gente che vive in pace, eliminerebbe il grigiore della speculazione edilizia.
Un bambino presidente avrebbe una sola cosa in comune con i grandi: non sarebbe in grado di riconoscere la destra dalla sinistra.
Un bambino presidente metterebbe in punizione i grandi che sono stati cattivi, tutti i mafiosi, i politici, i fondamentalisti (cattolici, islamici, ebraici...), terroristi, militari, imprenditori speculatori, li metterebbe in castigo, mentre ai lavoratori, agli studenti, agli immigrati volenterosi di lavorare, agli ammalati, alle famiglie (tutte le famiglie, non quelle che vogliono i bigotti delle destre), darebbe un bell'abbraccio.
Chiedo che, per legge, il parlamento debba essere costituito dai minori di 14 anni e deve esserci l'ineleggibilità dei matusa.

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sabato, maggio 12, 2007

Non chiamatemi ambientalista

Se c'è una cosa che non sopporto è essere chiamato ambientalista!
E' un termine vergognoso, senza senso, chiunque dovrebbe offendersi nel sentirsi chiamarsi tale, tutti dovremmo ribellarci quando ci sentiamo chiamare così.
Non sto scherzando, lo ritengo un termine assolutamente dispregiativo, perchè sentirsi definire ambientalista vuol dire distinguersi dagli altri, mentre è proprio l'ambientalista la persona normale.
Chi si sente chiamare ambientalista, spesso lo si sente dire dal vicino ignorante noncurante di ciò che ci sta intorno, chi sfreccia col SUV o con la moto anche per fare poche centinaia di metri, chi usa indiscriminatamente plastica o altri materiali, chi non si rende conto delle ripercussioni che hanno i propri comportamenti verso se stessi e gli altri.
Adesso basta! L'ambientalista non è la persona che si distingue dalla persona normale, l'ambientalista E' la persona normale.
Piuttosto, invertiamo la tendenza, chiamiamo gli altri con un nome che li distingue, sono gli altri i diversi, gli imbecilli, gli inferiori intellettualmente, e io propongo di chiamarli UNTORI.
Non c'è bisogno di rimembranze manzoniane, il termine è più che attuale (a prescindere dalla bellissima canzone del mitico Caparezza), l'untore è il tizio superfigo con SUV o la macchinetta a due posti, o anche la distinta signora con occhiali style mosca, con cellulare in mano e sigarettina in bocca, colui che fa i 100 in città e parcheggia in pista ciclabile, che butta i rifiuti per terra, colui che dice che "è inutile rinunciare alla macchina, perchè tanto gli altri la usano".
L'untore è, ancora, l'impreditore che, dalla sua fabbrica, scarica rifiuti di ogni tipo sui fiumi o lo stesso che spreca e spreca anzichè ottimizzare la propria ditta.
L'untore è il politicante che finanzia inceneritori, termovalorizzatori, rigassificatori, o che dirotta i nostri soldi verso questi enti, spesso a nostra insaputa, anzichè investire in centrali elettriche a energia solare o impianti eolici.
L'untore è lo stesso governante che non investe nell'ottimizzazione dei consumi e che invece acquista aerei o armi per "difesa" o per "esportare la democrazia".
L'untore è lo stesso governante che allarga le autostrade, con terze e quarte corsie, mentre molte linee ferroviarie sono in disuso, e quando le vogliono ripristinare, vogliono farne altre con buchi di 50 km, tanto per far arricchire qualcuno.
L'untore è un essere spregevole, una persona "media" che invece dovrebbe passare per diversa, come una persona da schernire, deridere, che però è insita nella nostra società e va combattuta.
Adesso basta, DAGLI ALL'UNTORE!

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lunedì, aprile 30, 2007

Google maps sul proprio sito

Nelle mie varie sperimentazioni per migliorare il sito www.italia-polonia.eu, mi sono imbattuto in una utility davvero interessante.
In questa pagina, ho inserito google maps, ovvero una delle tante applicazioni di google dove si possono vedere immagini satellitari a definizione più o meno alta, oltre a vettoriali con strade, vie e punti di particolari.
La sua funzione è analoga a quella di Google Earth, anche se chiaramente ridimensionata rispetto la vera e propria applicazione, ma ha la peculiarità di essere integrata in qualsiasi sito ed essere personalizzata con le proprie placemark, con tutte le note del caso.
Innanzi tutto, occorre prelevare il codice API dal sito di google maps, semplicemente dando l'indirizzo del proprio sito web, dopo di ciò, viene rilasciato nella stessa pagina un pezzo di codice che attiva delle funzioni minime, con un tool per gli zoom e con una mappa centrata negli Stati Uniti.
A questo punto occorre personalizzarlo, da parte mia ho modificato il centro e lo zoom in modo da far rientrare sia Italia che Polonia nella stessa schermata iniziale, ho aggiunto ulteriori funzioni per la navigazione e la possibilità di scegliere la visione come mappa, come satellite o come ibrida, oltre ad aver inserito la partenza, di default, con immagini da satellite.
Oltre a questo, è possibile inserire un numero illimitato di placemarks, basta aiutarsi con Google Earth, prelevare le coordinate esatte di punti di particolare interesse e inserirli nel codice, verranno automaticamente visualizzati con delle note che noi stessi possiamo editare.
Ritengo sia una cosa molto utile per chi voglia arricchire un sito: supponiamo un'agenzia di viaggi che vuole far vedere zone da promuovere per le vacanze, con questa utility è possibile per chiunque, dallo stesso sito, vedere l'ubicazione esatta di punti di particolare interesse.
Da parte mia, ho inserito alcuni dei luoghi di particolare interesse sia in Italia che in Polonia e conto di inserirne altri, una volta messo su il codice, è molto divertente aggiungere ciò che si decidera a proprio piacimento.
Se volete provare il funzionamento di google maps, andate su www.italia-polonia.eu.

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